Con il pannello comandi completato è arrivato il momento di passare al cablaggio. È una fase che può sembrare complicata, ma grazie all’encoder Zero Delay il collegamento di joystick e pulsanti è molto più semplice di quanto si possa immaginare.
Ogni pulsante viene collegato tramite connettori già predisposti e, una volta terminato il cablaggio, il Raspberry Pi riconoscerà automaticamente l’encoder come un normale controller USB.
Cos’è un encoder Zero Delay?
L’encoder Zero Delay è una piccola scheda elettronica che converte i segnali provenienti da joystick e pulsanti in un dispositivo USB compatibile con Raspberry Pi e con la maggior parte dei sistemi dedicati al retrogaming.
Dispone di una serie di connettori dedicati ai microswitch del joystick e ai pulsanti arcade, oltre a una porta USB che permette il collegamento diretto al Raspberry Pi senza dover utilizzare le porte GPIO o realizzare circuiti aggiuntivi.

Il principale vantaggio di questa soluzione è la semplicità d’installazione: tutti i cavi sono già dotati dei connettori corretti e non è necessario effettuare alcuna saldatura.
Sebbene il nome Zero Delay lasci intendere un’assenza totale di latenza, in realtà ogni encoder introduce un ritardo minimo nell’elaborazione del segnale. Nella pratica, però, questa latenza è trascurabile e non influisce sull’esperienza di gioco nella quasi totalità dei titoli arcade.
Per chi desidera ottenere le massime prestazioni è comunque possibile collegare direttamente joystick e pulsanti alle porte GPIO del Raspberry Pi, rinunciando però alla semplicità e alla praticità offerte dall’encoder USB.
Schema dei collegamenti
Prima di iniziare il cablaggio è utile consultare lo schema dei connettori riportato sul manuale dell’encoder o fornito dal produttore.

Nel mio caso ho utilizzato una disposizione dei pulsanti pensata per i giochi arcade più diffusi, ma nulla vieta di modificare l’ordine dei collegamenti in base alle proprie preferenze. L’assegnazione dei tasti potrà infatti essere personalizzata successivamente anche durante la configurazione di Recalbox.

Organizzare il cablaggio
Con diversi pulsanti installati, il numero di cavi può aumentare rapidamente.
Per mantenere l’interno del cabinet ordinato ho raccolto i vari cablaggi utilizzando fascette, evitando che i fili rimanessero liberi all’interno della struttura.
Un cablaggio ordinato non migliora solo l’estetica, ma rende molto più semplice qualsiasi intervento di manutenzione.
Collegamento al Raspberry Pi
Una volta completati tutti i collegamenti è sufficiente inserire il cavo USB dell’encoder in una delle porte del Raspberry Pi.
All’avvio del sistema il controller verrà rilevato automaticamente e potrà essere configurato direttamente in Recalbox.
Questa soluzione rende il progetto facilmente espandibile: nel caso di un Bartop a due giocatori sarà sufficiente aggiungere un secondo encoder e collegarlo a un’altra porta USB.
Primo test dei comandi
Prima di chiudere il cabinet è buona norma effettuare un test completo.
Ho verificato il corretto funzionamento di:
- joystick in tutte le direzioni
- pulsanti di gioco
- pulsanti Start
- pulsanti Coin
Individuare eventuali problemi in questa fase è molto più semplice rispetto a intervenire quando il cabinet è completamente assemblato.
Predisporre i cavi per la manutenzione
Durante il cablaggio ho lasciato un piccolo margine di lunghezza sui cavi.
Questa semplice accortezza permette di smontare il pannello comandi senza dover scollegare ogni singolo connettore, rendendo molto più agevoli eventuali interventi futuri.
Conclusioni
Con il cablaggio completato il Bartop è ormai quasi pronto. Mancano ancora alcuni elementi fondamentali, come il monitor, l’impianto audio e il marquee, che renderanno il progetto sempre più simile a un vero cabinato arcade.
Nel prossimo articolo ci concentreremo proprio sull’installazione di questi componenti e sui dettagli che contribuiscono a migliorare sia l’estetica sia l’esperienza di gioco.