Dopo aver installato il monitor, l’impianto audio e il pannello comandi, l’ultima fase dell’assemblaggio riguarda l’organizzazione dell’impianto elettrico.
L’obiettivo non è soltanto alimentare correttamente tutti i componenti, ma anche realizzare un cablaggio ordinato, facilmente ispezionabile e semplice da modificare in futuro.
Con un po’ di attenzione è possibile ottenere un interno pulito, evitando grovigli di cavi e rendendo molto più agevole qualsiasi intervento di manutenzione.
Organizzare i componenti
Prima di fissare definitivamente ogni elemento ho disposto tutti i componenti all’interno del cabinet per verificare gli ingombri.
Ho individuato una posizione dedicata per:
- Raspberry Pi
- encoder Zero Delay
- alimentatore
- amplificatore audio
- alimentazione del monitor
- cavi USB e HDMI
In questo modo ogni componente rimane facilmente accessibile anche dopo il montaggio.
Distribuire l’alimentazione
Uno degli aspetti più importanti è evitare cavi inutilmente lunghi o incrociati.
Ho cercato di mantenere separati:
- cavi di alimentazione
- cavi audio
- collegamenti USB
- cablaggio dei pulsanti
Questa semplice organizzazione rende l’interno molto più ordinato e riduce il rischio di interferenze.
Fissare il cablaggio
Una volta verificato che tutto funzionasse correttamente, ho iniziato a fissare i vari cavi utilizzando fascette e punti di ancoraggio.
Lo scopo non è soltanto estetico: un cavo ben fissato ha meno probabilità di scollegarsi accidentalmente durante gli spostamenti del cabinet o durante gli interventi di manutenzione.
Collegamenti finali
Con tutti i componenti installati ho effettuato i collegamenti definitivi:
- alimentazione del Raspberry Pi
- monitor
- amplificatore
- encoder USB
- illuminazione del marquee
Prima di chiudere il cabinet ho ricontrollato ogni connessione per assicurarmi che tutti i connettori fossero ben inseriti.
Primo avvio
È arrivato finalmente il momento della prima accensione.
Dopo aver collegato il cavo di alimentazione ho verificato:
- avvio del Raspberry Pi
- accensione del monitor
- funzionamento dell’audio
- illuminazione del marquee
- riconoscimento dell’encoder USB.
Vedere il Bartop prendere vita per la prima volta è sicuramente uno dei momenti più gratificanti dell’intero progetto.
Un interno ordinato facilita la manutenzione
Con il progetto ormai quasi completato, ho cercato di lasciare ogni componente facilmente raggiungibile.
In caso di aggiornamenti, sostituzioni o semplici controlli sarà sufficiente aprire il pannello posteriore senza dover smontare completamente il cabinet.
È una piccola accortezza che nel tempo si rivela molto utile.
Conclusioni
Con l’assemblaggio ormai terminato manca solo l’ultima fase estetica: rifinire il cabinet con verniciatura, grafiche e dettagli che gli conferiranno l’aspetto definitivo.
Nel prossimo articolo vedremo come preparare le superfici, applicare il fondo, verniciare l’MDF e completare il Bartop con le finiture finali.